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Dati e creatività: le due anime di una Growth & Digital Marketing Manager

Growth & Digital Marketing Manager per startup e progetti tech trapiantata a Londra. Donna entusiasta della tecnologia e vocata ad essa. Parliamo di Alessia Camera che, alla presentazione del corso Growth Hacking Marketing di giovedì 16 maggio scorso [realizzato in collaborazione con Digital Innovation Hub – Confartigianato Vicenza – Camera di Commercio Vicenza – Cesar Formazione] ha registrato un sold out di tutto rispetto.

L’abbiamo incontrata per capire cosa ci aspetta dalla 4 giorni di formazione su Growth Hacking Marketing, in programma i mercoledì 29 maggio, 5, 13 e 19 giugno, nella sede del Digital Innovation Hub di Vicenza, in via Enrico Fermi 134.

Anzitutto conosciamoti, Alessia.
3 parole per descriverti a livello personale:

Energia, coraggio, determinazione.

3 parole per descriverti a livello professionale:
Creativa, analitica, problem solver.

Come spieghi a tua nonna la tua professione?
Aiuto le aziende a vendere di più grazie a internet.

Cosa c’è a Londra, per la tua professione, che in Italia manca ancora?
L’approccio del Growth Hacking Marketing nasce nel mondo delle startup, che è un mondo innovativo, poco certo, fatto di cambiamenti, e di situazioni con budget ridotti. Londra è un ecosistema molto più maturo su questo fronte rispetto a quello italiano e permette di sviluppare le competenze in questo ambito in modo più veloce e dinamico.

Ti reputi, quindi, un cervello in fuga?
Direi di sì, anche se mi piace molto poter tornare nel mio Paese natio e svolgere quest’attività di divulgazione e consulenza, raccontando cosa significa fare il mio lavoro.

Come hai conosciuto il Growth Hacking Marketing?
Da quando mi sono trasferita a Londra nel 2012, ho iniziato subito a lavorare con le startup. Ero attratta da questo tipo di ambiente, dalla sua velocità, dalla sua dinamicità, dalla passione con cui le persone lavorano all’interno dei team. Progetto dopo progetto, ho capito cosa significava lavorare nelle startup: non ci sono certezze, non ci sono dati, c’è un budget limitato, ma devi trovare sempre una via per crescere. Dopo un po’ di lavori in cui applicavo questa metodologia, con un occhio ai dati e uno alla creatività, nel 2014 è arrivato qualcuno che dagli Stati Uniti ha dato un nome e cognome a quello che facevo da sempre: Growth Hacking Marketing. La metodologia era stata teorizzata da questa denominazione e non era altro che quello che avevo fatto fino ad allora.

Cosa ti attrae del Growth Hacking Marketing?
Io sono una persona molto pratica e per me il marketing è sempre stato, soprattutto quando ero in Italia, una disciplina troppo teorica e difficile da portare all’interno di un processo aziendale. Invece nelle startup ho visto che il marketing ancora in modo saldo la parte creativa, da una parte, metriche e numeri, dall’altra. E concretezza e creatività non sono altro che i due lati della mia personalità.

Ci puoi raccontare, in breve, un case study di successo, quale è Aribnb?
Il Growth Hacking viene utilizzato nelle fasi iniziali di un progetto. Anche Airbnb lo ha utilizzato all’inizio per crescere in modo veloce ed esponenziale.
Quando si ha un’idea e la si deve testare, è necessario trovare una nicchia di persone interessata a utilizzare quel servizio. Oggi Airbnb lo utilizziamo tutti tranquillamente, ma immaginate 10 anni fa cosa volesse dire aprire le porte di casa a uno sconosciuto che veniva ad abitarla per un determinato periodo di tempo. Non era una cosa banale da fare, quindi Airbnb ha cercato una nicchia di mercato che fosse particolarmente interessata a questo tipo di servizio e l’ha individuata tra community legate a siti che già proponevano l’affitto di case e stanze. Quando Airbnb ha inteso che il servizio che offriva aveva un senso, ha cercato di allargare la sua nicchia il più possibile utilizzando siti esistenti. Negli USA esiste craigslist, una sorta di subito.it. Attraverso l’elaborazione di un codice, Airbnb ha inserito le sue case su questo sito, caratterizzato da molto traffico. Coloro che erano interessati alle case di Airbnb venivano rimandati al sito originale di Airbnb stesso per crearsi un profilo.
Nessun budget iniziale, perché è bastato elaborare un codice, fare foto e inserire annunci. E questo ha permesso di aumentare esponenzialmente il numero di persone che hanno conosciuto Airbnb e lo hanno fatto diventare il sito che è oggi.

3 buoni motivi per seguire il tuo corso:
1. la mia esperienza è completamente pratica e applicabile. Poca teoria, ma tanta discussione e pratica. Sarà un corso non di definizioni, ma di applicazioni;
2. il Growth Hacking è una materia innovativa, che anche se nasce dalla startup può essere applicata alle PMI, perché le dinamiche di sviluppo delle realtà sono simili;
3. nelle mie lezioni c’è un approccio internazionale.

Alessia vi ha convinti? È giunto il momento di dare uno slancio all’impresa?
Per iscriversi alla 4 giorni di formazione e per avere maggiori informazioni sul corso, basta consultare questa pagina.
Potete consultare il profilo di Alessia sul sito: www.alessiacamera.com

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